Il paesaggio tiburtino in mostra a Roma
11/02/2010
Meravigliose opere esposte nella mostra “La Campagna Romana dai Bamboccianti alla Scuola Romana”: dal 23 gennaio al 14 febbraio 2010 presso il Complesso del Vittoriano.
“… Attraversammo queste campagne deserte, questa solitudine immensa che circonda Roma fino a parecchie leghe di distanza. Il paesaggio è magnifico: non è una pianura piatta, la vegetazione è rigogliosa e il panorama è qua e là dal rudere di un acquedotto o di antiche tombe, che imprimono alla campagna romana un carattere di grandezza veramente incomparabile. Le bellezze dell’arte raddoppiano l’effetto delle bellezze naturali, evitando quella sazietà che procura il piacere di ammirare paesaggi”. Così scrisse Stendhal nel 1827, in ambito artistico è il momento in cui il paesaggio della Campagna Romana viene attratto nell’orbita dell’interesse di molteplici artisti, divenendo oggetto e soggetto di capolavori senza tempo.
Questo è il filo rosso che unisce le meravigliose opere esposte nella mostra “La Campagna Romana dai Bamboccianti alla Scuola Romana”: dal 23 gennaio al 14 febbraio 2010 presso il Complesso del Vittoriano. Promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma, la mostra si avvale di un importante Comitato Scientifico composto da Fabrizio Lemme, Clemente Marigliani, Francesco Petrucci.
Roma e la suggestiva Campagna Romana, tra cui un posto di rilievo è occupato da Tivoli, divengono protagoniste nell’arte figurativa attraverso la pittura di genere della seconda metà del Seicento, passando per le rappresentazioni degli artisti presenti nella capitale in occasione del Grand Tour, fino ad arrivare ai XXV della Campagna Romana dei primi del Novecento e ai grandi pittori della Scuola Romana in un percorso attraverso 140 opere tra dipinti ad olio, acquarelli, disegni e incisioni provenienti da Collezioni private e per la maggior parte esposte per la prima volta al pubblico.
La luce e i colori delle terre intorno a Roma affascinano un po’ tutti gli artisti stranieri attivi a Roma nella prima metà dell'Ottocento. Nei secoli XVIII e XIX, visitare l’Italia è considerato dalle classi colte europee, parte essenziale della educazione di ogni giovane gentiluomo: è il cosiddetto Grand Tour. Termine, quest’ultimo che compare per la prima volta nella traduzione in francese del “Voyage or a Compleat Journey through Italy” dell’inglese Richard Lassels, pubblicata, nel 1670, come guida per studiosi, artisti e collezionisti d’arte in visita all’Italia. Anche Tivoli viene considerato una tappa obbligata in quanto ricca di rovine di un glorioso passato e di paesaggi agresti mozzafiato: “Appena vedete qualche albero, ma dovunque si levano rovine di acquedotti e di tombe: rovine che sembrano essere le foreste e le piante indigene d’una terra composta dalla polvere dei morti e dai frantumi degli imperi” Chateaubriand.
Nell’esposizione figura un’importante tela di Philipp Peter Roos detto Rosa di Tivoli (1657–1706) che ama inserire nelle sue composizioni di greggi e figure di pastori trattati con un’esecuzione raffinata. (Ilaria Morini)
INGRESSO LIBERO
Orario: dal lunedì al giovedì 9.30 –19.30
L’accesso è consentito fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura
Per informazioni: tel. 06/6780664