Tivoli, stangata per cittadini e....
29/06/2010
TIVOLI - «Alla prima occasione utile l’Amministrazione Gallotti si è presentata alla città nel peggiore dei modi – si legge in una nota del PD - aumentando di ben 700mila euro la Tariffa di Igiene Ambientale (TIA) e colpendo i cittadini e le imprese in un momento di grande difficoltà».
Un pò per la crisi finanziaria mondiale, un pò per i limiti imposti dal patto di stabilità, un pò per i sempre più ridotti trasferimenti dallo Stato, le casse del Comune di Tivoli sono pressoché vuote. Così l’Amministrazione Gallotti ha deciso di recuperare 700mila euro dal bilancio, eliminando di fatto il contributo che ogni anno, da quando c’è stato il passaggio dalla Tarsu alla Tia, le precedenti amministrazioni avevano introdotto e mantenuto per limitare gli effetti dell’applicazione del nuovo sistema di calcolo. È proprio questo il punto della vicenda che senza un intervento correttivo potrebbe provocare effetti disastrosi soprattutto per alcune aziende. Per fare un esempio, alcuni grandi ristoranti si vedranno recapitare bollette annuali addirittura decuplicate, anche fino a 30mila euro, cioè l’equivalente di 2.500 euro al mese. Una cifra che evidentemente non è sostenibile, soprattutto in un periodo di riduzione dei consumi che toccano proprio gli esercizi della ristorazione. Gli aumenti, infatti, non riguarderanno tutti ma solo alcuni. Quindi i 700mila euro in più da pagare non saranno spalmati sulle oltre 22mila famiglie e sulle migliaia di aziende del territorio comunale.
L’aumento colpirà di fatto solo qualche centinaio di utenti tra domestici e aziendali. Il motivo è il seguente. Applicando puntualmente la Tia (le cui aliquote sono stabilite da una legge nazionale) l’Amministrazione Vincenzi si rese conto che in alcuni casi gli aumenti sarebbero stati spropositati e di conseguenza introdusse un sistema di contributi che di fatto ha limitato a 25 euro annui l’aumento per le famiglie e al massimo al cento per cento l’aumento per le aziende. Senza tali contributi, dunque, alcune famiglie si vedranno raddoppiare o triplicare la bolletta, con fatture superiori anche a 500 euro. Ancora più grave la situazione per le aziende, alcune delle quali si vedranno aumentare per cinque o perfino per dieci la cifra che attualmente pagano. Una batosta dagli effetti incontrollabili, insomma.
«Si tratta di una vera e propria batosta soprattutto per le famiglie con bassi redditi e per le aziende da parte di una maggioranza becera e ottusa che non ha voluto recepire la nostra proposta di mantenere inalterati i contributi – ha commentato Francesco Luciani, capogruppo del PD a Palazzo San Bernardino –. Abbiamo presentato un ordine del giorno in cui tra l’altro erano indicate anche le risorse economiche necessarie, cioè gli utili annuali delle Terme, ma lo hanno bocciato. Il riequilibrio approvato ieri è la chiarissima dimostrazione che questa maggioranza è assolutamente senza un progetto e senza idee per il futuro della città: nella manovra non c’è una linea politica, non c’è una proposta di sviluppo. Di fatto è lo stesso bilancio approvato dal commissario prefettizio e loro si sono semplicemente limitati a tagliare senza rendersi conto delle conseguenze, con l’avallo dell’assessore Capobianchi che ora cerca in modo grottesco di addossare le responsabilità dei loro problemi al bilancio della precedente amministrazione, bilancio che Capobianchi, quando era consigliere di Rifondazione Comunista, ha approvato e sostenuto. Questa è la più grande differenza che ci divide: la destra pensa soltanto al proprio tornaconto personale politico, provocando danni alla comunità intera. Noi invece abbiamo a cuore sempre e comunque il futuro e la crescita della città e lo abbiamo dimostrato anche ieri votando a favore dei lavori di riqualificazione del centro storico. Ben otto esponenti dell’attuale Amministrazione nel 2008, quando erano all’opposizione, invece votarono contro una deliberazione simile, relativa all’avvio degli interventi di riqualificazione nel centro. Per quel che ci riguarda, noi continueremo sempre a impegnarci per la crescita della città».
Ritornando al bilancio
«I conti sono ok, i bilanci dell’amministrazione targata Giuseppe Baisi non sono pessimi come dicono. Sono stati mantenuti gli equilibri, il patto di stabilità e non abbiamo aumentato le tasse. Quanto previsto di entrate è stato incassato e questo è uno dei dati più importanti. Non ci sono stati tagli al welfare né abbiamo introdotto tasse di scopo per realizzare opere pubbliche, nonostante i forti tagli dei trasferimenti dallo Stato».
Uno dei punti più dibattuti del bilancio, poi, sono stati i derivati sentiamo cosa ci dice Luciani. «Quest’anno, per la prima volta, sono stati negativi, perdendo 600 mila euro. È pur vero, però, che se il governo centrale taglia i fondi, ci si deve inventare qualcosa. A tutt’oggi ci abbiamo guadagnato. Tra qualche anno, poi, si potrà valutare. Quando si fanno delle scelte un rischio c’è sempre, ma ritengo che i rischi per i derivati siano limitati».
«Una critica, invece, all’amministrazione la rivolgo perché, per la seconda volta, non ci hanno messo in condizioni di seguire la relazione – conclude Luciani – già quando Gallotti ha presentato la linee programmatiche non ci hanno consegnato il suo documento. L’assessore Capobianchi non ci ha dato prima la sua relazione. È una cosa che non si è mai verificata prima. I nostri assessori, sempre, hanno consegnato i dati. Martella, Picarazzi ed anche Baisi, quando erano i delegati al Bilancio, hanno sempre messo in condizione tutto il Consiglio di seguire la presentazione, consegnando prima la relazione».