Il palio Madama Margarita

29/06/2010
Si svolgerà dal 9 all'11 luglio il palio che oltre ad essere una rievocazione storica è anche una contesa tra i rioni del paese: Borgo, ,Castelluccio, Empolitano e Santa Maria della Vittoria

Castel Madama - “[…] non fu tralasciato spettacolo alcuno per darle piacere: fecero nella Chiesa la rappresentazione del Mistero della Annunciazione, festa popolare; in su la piazza fecero la girandola; e oltre i molti conviti delicati e sontuosi; e il giorno giostrarono avanti il Palazzo, e comparvero le Potenze riccamente addobbate, facendosi nella strada il gioco del Saracino. Terminate le feste a’ 26 del suddetto mese, partì la Principessa Margarita d’Austria per Napoli” (M. Rastrelli, “ Storia di Alessandro de’ Medici I Duca di Firenze “ (Firenze 1781)
Siamo (presumibilmente) nel 1583, Margherita d’ Austria figlia di Carlo V e moglie, in prime nozze, di Alessandro de’ Medici, conosciuta come ‘Madama’, prende possesso del feudo di Castrum Sancti Angeli. Grande festa ci fu nelle strade per la visita di ‘Madama’. Lei era la figlia naturale di Carlo V, imperatore del Sacro Romano Impero, e in suo onore venne cambiato il nome in Castel Madama.
Corriamo veloci con gli anni e precisamente nel 1982, all’interno dell’Associazione Pro Loco di Castel Madama si fa largo l’idea di festeggiare tale ricorrenza addobbando il comune castellano come se si fosse sul finire del sedicesimo secolo e in città facesse il suo ingresso Madama Margherita. Fautori di tale iniziativa furono Angelo Piselli e Angelo Moreschini con il supporto del presidente di allora dell’Associazione Pro Loco, Attilio Testa. Castel Madama venne diviso in quattro rioni: Borgo; Castelluccio; Empolitano; Santa Maria della Vittoria. Ognuno di questi ha, naturalmente, dei confini, dei colori, uno stemma, un massaro e un capitano. La manifestazione si suddivide in tre prove: Addobbo; Corteo di Palazzo; Contesa a cavallo.
Addobbo. Dimostrazione più importante del lavoro, dell’ingegno e dell’ impegno dei quattro rioni, con l’addobbo il paese si trasforma in un borgo del 1500 che festeggia la sua Madama.
Spariscono dai rioni le automobili, le insegne degli esercizi commerciali, i lampioni. Passeggiando per i giardini castellani ci si troverà dinnanzi a giovani dame intrattenute da musici, si potrebbe vedere il signore a cavallo tornare da una battuta di caccia seguito dai suoi scudieri con la cacciagione. Scene da un matrimonio popolare o da un matrimonio signorile. Agli angoli delle strade i castellani saranno impegnati in mestieri antichi: il maniscalco; il pastore che tosa le pecore; il cestaio; il tintore; lo scultore; l’orafo; la nutrice con i suoi bambini; il frate da cerca; il mangiafuoco; l’oste. Cambiando strada si potrebbe finire in un mercato delle stoffe, delle verdure o del pane. Ci saranno le feste per la raccolta del grano, la processione religiosa, il parto, le scene di corteggiamenti amorosi, balli e canti.
L’ambientazione è curata in ogni suo particolare compreso l’addobbo, appunto, di tutto il rione con i colori storici. La notte? I rioni rimangono illuminati da fiaccole, candele e torce che accompagnano i visitatori per i quattro rioni creando un’atmosfera magica.
Corteo di Palazzo. Ovvero la rievocazione dell’arrivo di Madama Margarita d’Austria de’ Medici Farnese a Castrum Sancti Angeli ( nome originario di Castel Madama ) nel 1538.
Il Corteo è articolato nel Corteo di Palazzo e nei singoli Cortei dei quattro Rioni che sfilano secondo il piazzamento conseguito nel Palio dell’anno precedente.
Aprono il Corteo di Palazzo i musici che suonano musiche tipicamente dell’epoca e che introducono lo spettatore nel Rinascimento. Gli armigeri scortano poi il Primo Priore e la Madama. Madama Margarita d’Austria che è impersonata da una donna appartenente (quest’anno) al Rione Empolitano, vincitore dell’ultimo palio, accompagnata da damigelle, da coppie rionali e da coppie di paesi e città che l’anno ospitata negli anni. Ogni rione sceglie come personificare il corteo, e proprio la scelta è foriera di grande sensibilità artistica nonché storica di ogni rione che naturalmente vuole stupire tentando di essere il più fedele possibile al sedicesimo secolo.
Contesa a cavallo. La contesa a cavallo si svolge nel Campo del Palio e prevede tre prove: la Giostra del Saraceno, la Giostra delle Bandiere e la Corsa.
Nel Campo del Palio possono entrare solo i gruppi di contesa di ogni Rione rappresentati dal Massaro, dall’Alfiere, dal Cavaliere, dal Capitano, due Armigeri, dallo Scudiero da due figuranti e dai musici. Assistono alla contesa a cavallo la Madama, le autorità e la giuria. Prima dello svolgimento delle prove viene data lettura del Bando di Contesa che detta le regole della gara.
Giostra del Saraceno. Il Primo Priore, alla presenza dei quattro capitani, sorteggia l’ordine di partenza dei cavalieri sul campo del Palio. La prova per ognuna delle tre tornate consiste, nel colpire con la punta di un’apposita asta lo scudo del Saraceno, nel far fare allo stesso un giro completo (360°) e nell’evitare il contraccolpo della sua mazza.
La base di partenza e l’arrivo sono comuni per tutti i cavalieri.
L’asta per colpire lo scudo del Saraceno deve essere imbracciata da ogni cavaliere con la destra. Il cavallo che esce dalla pista in qualsiasi momento delle tre tornate, nel tragitto che va dalla base di partenza all’arrivo, viene eliminato dalla gara nel suo insieme e totalizza “0” punti.
La partenza, per ogni singola tornata, va effettuata da fermo ed il via viene dato da uno dei Giudici di Contesa. La singola tornata di gara viene considerata nulla se non può venire effettuata per la caduta del cavaliere dopo la validità della partenza.
Per ognuna delle tre tornate il cavaliere ottiene un punteggio parziale che poi concorrerà alla stesura della classifica finale.
Giostra delle Bandiere. La prova, articolata in due fasi, si svolge a coppie sorteggiate sul Campo. Consiste nel compiere un giro di pista, scendere da cavallo per prendere la bandiera dell’avversario, effettuare un ulteriore giro di pista e portare cavallo e bandiera oltre il traguardo. La bandiera di ciascun Rione in gara è posta in un apposito porta-bandiera, collocato sulla stessa corsia di partenza nel rettilineo sulla linea di arrivo. Il cavallo che esce dalla pista in qualsiasi momento delle due prove, viene eliminato. Ogni cavaliere per poter essere classificato deve, anche se rimasto privo di avversario, effettuare e terminare la prova.
La prova si conclude solo quando il cavaliere, dopo il traguardo, smonta da cavallo e riconsegna la bandiera.
La Corsa. La prova si svolge contemporaneamente per tutti i cavalieri e consiste in una prova di velocità, effettuando 5 (cinque) giri di campo. La posizione di partenza è data dal sorteggio effettuato dal Primo Priore. La graduatoria è data dall’ordine di arrivo al traguardo. Il cavallo che raggiunge il traguardo scosso, cioè privo del cavaliere, non viene eliminato dalla gara. Il cavaliere caduto deve abbandonare, senza indugio, la pista e non può interferire sull’andatura dei cavalli. Nessun componente del Gruppo di Contesa può entrare sulla pista. Il cavallo viene eliminato se esce dalla pista oppure se non esce dalla pista ma non raggiunge il traguardo entro 10 minuti rispetto al regolare arrivo del cavallo che lo precede. La prova non può superare i 15 minuti dal momento della partenza.
Ognuno dei rioni concorre per la vittoria di due titoli: Rione di Margarita e Rione Nobile. Il primo titolo è quello che comunemente viene chiamato palio e viene assegnato al Rione che ha ottenuto il punteggio più alto sommando le tre prove sul campo al punteggio assegnato per l’addobbo ed il corteo; il titolo di rione nobile viene invece attribuito al Rione che ottiene il punteggio più alto derivante dalla somma dei punti, attribuiti dai Giudici del settore “Storico-Artistico”, nelle prove di Addobbo e del Corteo Rionale.
Dall’edizione del 2008 la manifestazione si è arricchita di una nuova iniziativa: il Palio, inteso come il drappo conteso tra i Rioni e simbolo della vittoria, è ogni anno diverso e resta per sempre al Rione che lo vince. Quest’anno esso è stato scelto sulla base di una selezione tra circa cinquanta bozzetti creati dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma, sotto la guida del professore Paolo Ferruzzi, estimatore ed affezionato frequentatore del Palio. Il bozzetto vincitore è stato realizzato da Marco Pittacci. Tutti i lavori sono esposti nella ‘Mostra dei bozzetti per lo stendardo’ allestita presso il castello Orsini e visitabile fino all’11 luglio.



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